Rosario: i Misteri della Gloria

Misteri gloriosi

Misteri della gloria


Dalla Lettera apostolica " Rosarium Virginis Mariae" riportiamo la ‘presentazione’ dei cinque "Misteri della gloria", commentandoli poi brevemente, uno ad uno contestualmente alla pubblicazione dei quadri che li illustrano.

«La contemplazione del volto di Cristo non può fermarsi all’immagine di lui crocifisso. Egli è il Risorto!’ » ("Novo millennio ineunte, 28). Da sempre il Rosario esprime questa consapevolezza della fede, invitando il credente ad andare oltre il buio della Passione, per fissare lo sguardo sulla gloria di Cristo nella Risurrezione e nell’Ascensione.

Contemplando il Risorto, il cristiano riscopre le ragioni della propria fede ( cfr. 1Cor 15, 14), e rivive la gioia non soltanto di coloro ai quali Cristo si manifestò – gli Apostoli, la Maddalena, i discepoli di Emmaus –, ma anche la gioia di Maria, che dovette fare un’esperienza non meno intensa della nuova esistenza del Figlio glorificato. A questa gloria che, con l’Ascensione, pone il Cristo alla destra del Padre, ella stessa sarà sollevata con l’Assunzione, giungendo, per specialissimo privilegio, ad anticipare il destino riservato a tutti i giusti con la risurrezione della carne.

Coronata infine di gloria – come appare nell’ultimo mistero glorioso – ella rifulge quale Regina degli Angeli e dei Santi, anticipazione e vertice della condizione escatologica della Chiesa.

Al centro di questo percorso di gloria del Figlio e della Madre, il Rosario pone, nel terzo mistero glorioso, la Pentecoste, che mostra il volto della Chiesa quale famiglia riunita con Maria, ravvivata dall’effusione dello Spirito, pronta per la missione evangelizzatrice. La contemplazione di questo, come degli altri misteri gloriosi, deve portare i credenti a prendere coscienza sempre più viva della loro esistenza nuova in Cristo, all’interno della realtà della Chiesa, un’esistenza di cui la scena della Pentecoste costituisce la grande ‘icona’.

I misteri gloriosi alimentano così nei credenti la speranza della meta escatologica verso cui sono incamminati come membri del popolo di Dio pellegrinante nella storia. Ciò non può non spingerli a una coraggiosa testimonianza di quel ‘lieto annunzio’ che dà senso a tutta la loro esistenza" ( RVM, n. 23).

Quarta serie dei misteri del Rosario, questi della gloria riguardano il pieno compimento degli eventi della salvezza. Essi ci rivelano perciò lo splendore di gloria che si è levato dopo l’oscurità della morte di Gesù.

Così nel primo mistero contempliamo Gesù risorto. Paolo scrive nella Lettera ai Romani che "l’uomo vecchio" deve "essere crocifisso", morire ed essere sepolto con Cristo ( cfr Rm 6, 6), per potere "anche noi, come Cristo, camminare verso la nuova vita"( cfr. Rm 6, 5).

Il secondo mistero ci fa contemplare Gesù asceso al Cielo. Da quel momento, la Vergine Maria è stata tutta "lassù" con il suo Figlio; e da allora la ‘dipartita’ del Signore è per tutti noi come il risuonare di un accordo potente che dell’alto dei Cieli riecheggia sulla terra, sino alla fine dei tempi.

Nel terzo mistero riviviamo l’effusione dello Spirito Santo nel Cenacolo. Con gli Apostoli c’era Maria; ma a noi pure è dato lo Spirito Santo: perciò, non siamo privi della sua presenza.

Quarto mistero: la Vergine Maria è assunta in Cielo. Presentiamo qui cosa significhi per il cristiano essere accolto nella gloria del Signore, e qual è il definitivo elevarsi della creazione, nel disegno di Dio di "ricapitolare in Cristo tutte le cose" (Ef 1, 10).

Infine, nel quinto mistero della gloria guardiamo a Maria coronata in Cielo, Regina degli Angeli e dei Santi: colei che con Cristo è passata attraverso l’oscurità della terra, viene fatta partecipe della sua sovranità.

L’esaltazione dell’umile "serva del Signore"– compimento in lei dei misteri della gloria – è come il pegno della stessa "gloria che deve essere manifestata in noi" (Rm 8, 18): la gloria che risplende nel Cristo risorto e asceso al Padre, di cui tutti i credenti sono chiamati a partecipare.

1. - Nel primo mistero della gloria si contempla: Gesù che risorge da morte.

La Risurrezione di Gesù Cristo
La Risurrezione di Gesù Cristo -
Il pittore e incisore del quadro riprodotto è Albert Dürer (Norimberga 1471 - 1528)

Dal Vangelo secondo Matteo.

L’Angelo disse alle donne: "Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui; è risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: è risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea. Là lo vedrete". (Mt 28, 57)

Brevi spunti di riflessione

  1. Annuncio e cuore della nostra fede, la Risurrezione di Cristo è la "buona notizia" che risolleva la storia dell’umanità. "Il Signore è veramente risorto" (cfr. Lc 24, 34); non si tratta del suo fantasma o della sua anima: egli mostra le mani e il costato (cfr. Gv 20, 20) e i suoi gesti sono come quelli di prima della morte: cammina, parla, mangia con i suoi…
  2. Gesù risorto è trasfigurato; ha, cioè, un tipo di esistenza terrena totalmente diversa da prima: passa attraverso i muri (cfr. Gv 20, 1931) e si manifesta nei più svariati luoghi [giardino, strada per Emmaus, Cenacolo, monte della Galilea, strada per Damasco…]. Sulla ‘gloria del Risorto’ la morte non ha più alcun potere.
  3. Quando celebriamo noi questo ‘mistero di risurrezione’? Ogni volta che nella Chiesa si celebra l’Eucaristia, ogni domenica [= Pasqua del Signore], nei Sacramenti della Chiesa, mistero di Grazia ed effusione dello Spirito che Gesù risorto ha donato ai suoi discepoli…
  4. Scrive il Beato Don Alberione: "Felice chi vive in Cristo, in quanto è Via, Verità e Vita. Porta i frutti del tralcio che riceve linfa vitale da lui. San Paolo, per esprimere l’ineffabile realtà dell’incorporazione del cristiano alla vita divina, ha coniato parole nuove, anche se ancora inadeguate: ‘Noi siamo morti con Cristo – commortui ’(2Tm 2, 11); ‘Noi siamo stati sepolti con lui – consepulti ’ (Rm 6, 4); ‘Con lui siamo risuscitati – conresuscitati ’(Ef 2, 6); ‘Con lui siamo stati vivificati – convivificavit ’(Ef 2, 5); ‘perciò con lui regneremo eternamente – nos consedere fecit’ (Ef 2, 6). Tutti gli esercizi di pietà sono mezzi per incorporarci a Cristo; ma il mezzo più diretto è la vita eucaristica".


2. - Nel secondo mistero della gloria si contempla: l’Ascensione di Gesù al Cielo.

L’Ascensione di Gesù al cielo
L'Ascensione di Gesù al cielo -
Il pittore e incisore del quadro riprodotto è Mathias Greischer (Francoforte … - 1712).

Dal Vangelo secondo Luca.

Gesù condusse gli Apostoli fuori verso Betania e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il Cielo. (Lc 24, 5051)

Brevi spunti di riflessione

  1. Come i discepoli del Signore, alla sua ‘partenza da questa mondo’ noi proviamo tristezza ( cfr. Gv 15, 6). Ma lui ci assicura di "restare con noi tutti i giorni, sino alla fine del mondo" ( cfr. Mt 28, 20). A uno sguardo attento, il mistero ci appare veramente gioioso e glorioso. Non si tratta di un assentarsi del Signore: ce lo dice in termini espliciti la finale citata del Vangelo secondo Matteo. Egli racconta una specie di ‘discensione’: prima Gesù è sul monte, invia i discepoli, poi si avvicina e dice loro: "Ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo" (Mt 28, 20).
  2. L’Ascensione di Gesù al Cielo, in realtà, è la festa della vicinanza nuova che il Risorto ha con noi. È uno degli aspetti della Pasqua. Dopo che il Padre ha fatto risorgere Gesù, egli è presente con il suo corpo, cioè con tutte le sue capacità relazionali. Può parlare, vedere, incontrare ogni creatura. Nessuna distanza esiste più tra lui e noi.
  3. L’Ascensione di Gesù ci rivela il nostro destino ultimo: siamo creati e redenti per meritarci il Cielo o, per dirla in termini più teologici, per ritornare definitivamente – al termine della nostra esistenza terrena – al Padre che ci ha creati: ‘a Patre ad Patrem’.
  4. Tutte le volte che ci poniamo in ascolto della Parola di Dio, quando nella liturgia della Chiesa "celebriamo i santi misteri" e quando restiamo in contemplazione di questo secondo mistero della gloria, noi compiamo ‘ascensioni spirituali’, pegno e come anticipo di eternità.

 

3 - Nel terzo mistero della gloria si contempla: la discesa dello Spirito Santo su Maria e gli Apostoli nel Cenacolo.


La Pentecoste
La Pentecoste.
Pittore del quadro riprodotto è Gaudenzio Ferrari (Valduggia 1480 - Milano 1546)
Incisore è Frederic Hortemels (Parigi 1688-173)

Dagli Atti degli Apostoli.

Tutti erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù, e con i fratelli di lui […] Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliadro, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi.
(At 1, 14; 2, 1-4)

Brevi spunti di riflessione

  1. La Pentecoste è la pienezza della Pasqua del Signore. E da allora lo Spirito Santo ha cominciato a manifestarsi ecclesialmente, nel senso che – come è l’ispiratore dell’opera della Trinità – così sarà sempre il grande "suggeritore" della vita e dell’azione dei Cristiani.
  2. Con i suoi sette doni, lo Spirito Santo suscita diversi carismi e servizi che concorrono al bene comune della Chiesa (cfr. 1Cor 12; Ef 4): egli rende i credenti, partecipi della Risurrezione del Cristo, "pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale"( 1Pt 2, 5).
  3. Noi celebriamo il mistero dell’effusione dello Spirito Santo particolarmente nei Sacramenti del Battesimo, della Confermazione e dell’Eucaristia; ma lo riviviamo in ogni celebrazione liturgica e sacramentale, che ci arricchiscono dei doni dello Spirito che "Dio ha mandato nei nostri cuori"(Gal 4, 6)!


4 - Nel quarto mistero della gloria si contempla: l’Assunzione di Maria al Cielo.

L’Assunzione di Maria al Cielo.
L’Assunzione di Maria al Cielo
Pittore e incisore del quadro riprodotto sono della Scuola di Gustave Doré (Strasburgo 1832-Parigi 1883)

Dai Documenti della Chiesa. "‘L’Immacolata Vergine, finito il corso della sua vita terrena, fu assunta alla celeste gloria in anima e corpo’( cfr. Cost. Ap. Munificentissimus Deus di Pio XII), perché fosse più pienamente conformata al Figlio suo, Signore dei dominanti (cfr. Ap 19, 16) e vincitore del peccato e della morte (cfr. Enc. Ad coeli Reginamdi Pio XII) ". (Cost. dogm. Lumen gentium, 59).

Brevi spunti di riflessione

  1. Maria condivide la sorte del Figlio, asceso alla gloria del Padre, dopo averlo seguito fin sotto la Croce. Ha anticipato così la sorte dei credenti e "glorificata ormai nel corpo e nell’anima, è immagine e inizio della Chiesa che dovrà avere il suo compimento nell’età futura"( cfr. LG 68).
  2. "Così sulla terra– aggiunge la Costituzione dogmatica Lumen gentium,68 – la Madre di Gesù brilla ora innanzi al peregrinante Popolo di Dio quale segno di sicura speranza e di consolazione, fino a quando non verrà il giorno del Signore"( cfr. 2Pt 3, 10).
  3. Una santa monaca pregava così: "Guidaci sempre, o Madre, nel cammino verso la patria celeste; splendi su di noi come segno luminoso, perché ogni nostro passo, sostenuto dalla fede, dalla speranza e dal tuo aiuto, sempre più ci avvicini al Cielo".


5 - Nel quinto mistero della gloria si contempla: l’incoronazione della Vergine Maria Regina degli Angeli e dei Santi.

L’incoronazione della Vergine Maria.
L’incoronazione della Vergine Maria
Pittore e incisore del quadro riprodotto sono della Scuola di Gustave Doré (Strasburgo 1832-Parigi 1883)

Dal libro dell’Apocalisse. Si aprì il santuario di Dio nel cielo e apparve nel santuario l’Arca dell’Alleanza […] Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una Donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle.
(Ap 11, 19; 12, 1)

Brevi spunti di riflessione

  1. Il popolo cristiano riconosce la Vergine glorificata in Cielo nella Donna dell’Apocalisse "vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle"(. Ap 12, 1): è una visione di Paradiso, tanto cara all’espressione dell’arte di ogni tempo e alla nostra devozione.
  2. "[Maria] coronata di gloria– come ricorda Papa Giovani Paolo II (RVM, 23) – rifulge quale Regina degli Angeli e dei Santi, anticipazione e vertice della condizione escatologica della Chiesa". Così, anche questo mistero glorioso "alimenta nei credenti la speranza della meta escatologica verso cui sono incamminati come membri del popolo di Dio pellegrinante nella storia"( RVM, 23).
  3. Riviviamo questo mistero ogni volta che sentiamo nostalgia del Cielo e riusciamo ad alzare lo sguardo oltre l’orizzonte terreno, nella gioia e nel dolore, nella buona come nella cattiva sorte.

 

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